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I Comuni

Pochi comprensori italiani hanno potenzialità di sviluppo uguali a quelle dell’Agro Nocerino Sarnese. Disteso nella pianura del fiume Sarno, tra le catene dei monti Lattari e Picentini, l’Agro ha un’estensione di soli 170 km2 e una popolazione di circa 270 000 abitanti.

Si presenta dunque come un territorio compatto, aperto ai traffici e unito da un’antica storia comune.Le alluvioni fluviali e le piogge di ceneri vesuviane hanno reso la terra particolarmente fertile. Da più di due millenni queste campagne donano ortaggi,verdure e frutti dai sapori straordinari. Basterebbe citare il pomodoro “San Marzano”, famoso nel mondo e riconosciuto da illustri scienziati come alimento prezioso nella cura e prevenzione di molte malattie. Tale ricchezza ha creato, da un lato, un fitto tessuto di piccole imprese agricole a conduzione familiare che, su minimi appezzamenti di terreno, continuano a dedicarsi a coltivazioni specifiche; dall’altro, ha determinato la fioritura di industrie conserviere sempre più moderne.

Altro connotato storico è l’industria tessile, nata dalle grandi strutture impiantate dagli svizzeri Wenner – poi diventate Manifatture Cotoniere Meridionali – che da oltre due secoli continua a caratterizzare quest’area.

Il commercio e l’industria rappresentano, dunque, i primi punti di forza del progetto per il futuro. Altri vantaggi si aggiungono: una valida agenzia locale di sviluppo, un distretto e un’area industriale centrati sulla filiera agroalimentare, lo Sportello unico per le attività produttive, una forza lavoro per tradizione qualificata e aggiornata di continuo tramite interventi di formazione, forti investimenti in atto per migliorare la già buona rete viaria, un’adeguata rete di comunicazioni, la vicinanza con Salerno, Napoli e l’interporto di Nola (a soli 15 km).

L’opulenza dei prodotti dei campi – oltre che la posizione strategica nel cammino verso il Sud – ha anche favorito gli insediamenti fin da epoche remote. Da ciò deriva la grande mole di testimonianze archeologiche e artistiche. Nuceria Alfaterna, fondata verso la metà del VI secolo a.C., fu a capo della Lega Nocerina (confederazione sannitica di cui facevano parte anche Pompei, Ercolano, Stabia e Sorrento). Rimangono, al momento, la Necropoli monumentale di Pizzone, caratterizzata da grandiosi mausolei funerari di età repubblicana e imperiale, il Teatro ellenistico-romano di Pareti, uno degli edifici ludici più grandi della Campania antica, il colossale Anfiteatro romano, in località Grotti, ancora sepolto sotto coltri di fango. L’arte paleocristiana nella Valle del Sarno è documentata dal magnifico Battistero di Santa Maria Maggiore (metà del VI secolo d.C.), nella cui costruzione furono reimpiegati materiali architettonici di spoglio del Foro e forse del Teatro: le possenti colonne in marmi policromi, epigrafi, cornici, mensole, trabeazioni e paraste (elementi architettonici strutturali e decorativi). In tutti i Comuni che compongono l’Ager, le tracce archeologiche e storico-artistiche sono abbondantemente documentate: si pensi alle estese necropoli protostoriche di San Marzano o San Valentino Torio, dominate dalla fossakultur (cultura delle tombe a fossa), alle grandi ville rustiche repubblicane (villa Prete, villa Vesuvio) che negli ultimi anni stanno riaffiorando dal territorio cittadino di Scafati, ai castelli e alle torri (Sarno, Castel San Giorgio, Angri, Nocera Inferiore).

Anche la sfera del sacro ha i suoi luoghi di culto, rinomati nell’intera regione: dalle basiliche pontificie di Sant’Alfonso Maria de’Liguori a Pagani e di Materdomini a Nocera Superiore – da secoli grandi attrattori folcloristici e devozionali – alla cattedrale di San Prisco a Vescovado (Nocera Inferiore), dove si conserva lo stupendo affresco del Paradiso, di Angelo e Francesco Solimena.Questa opera d’arte è considerata dalla critica il più bel sottinsù del Barocco napoletano.

Non vanno dimenticati gli spazi museali: dalla Pinacoteca al Museo Provinciale dell’Agro Nocerino, annessi al Convento di Sant’Antonio a Nocera Inferiore, al Museo Alfonsiano a Pagani, al nuovissimo Lapidarium, allestito accanto al Battistero paleocristiano di Nocera Superiore, al prossimo Museo archeologico di Sarno, alloggiato a Palazzo Capua.

Gli spunti che il territorio offre per una sosta breve o più meditata e rilassante, seguendo itinerari meno rituali, sono molteplici: lungo le grandi rotte del turismo, da Pompei verso le distese del sinus paestanus, a dominare il paesaggio sono i tre grandi templi magno-greci di Paestum. La varietà del paesaggio, ora più elevato (Corbara, Sant’Egidio del Monte Albino), ora pedemontano (Roccapiemonte, Sarno, Castel San Giorgio, Siano), ora pianeggiante (Scafati, San Valentino Torio, San Marzano, Angri, Pagani, Nocera Inferiore e Superiore), consente un’ampia scelta di percorsi che permette di apprezzare specialità gastronomiche (per esempio le palatelle con melanzane e acciughe che si preparano in occasione della Festa di Materdomini a ferragosto), prodotti della terra (si pensi al pomodoro San Marzano, al cipollotto nocerino o alle succose ciliegie di Siano) nonché manufatti artigianali: tra i tanti, le sedie impagliate e spartane che è ancora possibile trovare nei tortuosi e vocianti vicoli di Pagani.

Estratto da "Guida alla Valle del Sarno" Istituto geografico De Agostini 2006

Scarica la "Guida alla Valle del Sarno"

 

Angri
Castel San Giorgio
Corbara
Nocera Inferiore
Nocera Superiore
Pagani
Roccapiemonte
San Marzano sul Sarno
San Valentino Torio
Sant’Egidio del Monte Albino
Sarno
Scafati
Siano


Realizzato dalla Soprintendenza Beni Archeologici Salerno-Avellino e Benevento, nell'ambito del progetto pilota per la gestione dei beni complessi della Valle del Sarno di cui all'Intesa Istituzionale di Programma, finanziata dalla Regione Campania nell'ambito dell'Accordo di Programma Quadro - II atto integrativo all'APQ 'Sviluppo Locale'.

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